UNA CANTÙ SEMPRE COMBATTIVA SI ARRENDE A VENEZIA SOLO ALL’OVERTIME

Tanta amarezza ma anche tanto orgoglio. Al Palasport Taliercio il cuore non basta all’Acqua S.Bernardo Cantù, sconfitta con onore nella 26esima giornata di LBA da parte dell’Umana Reyer Venezia, formazione campione d’Italia nel 2017. I brianzoli vanno vicinissimi al colpaccio nei 40’ di gara, venendo tuttavia rimontati negli ultimissimi istanti di gioco, che consentono ai padroni di casa di portare in extremis la partita al supplementare e di vincerla nei cinque minuti di overtime. 94 a 90 il finale. A Cantù non bastano i 26 punti e 12 rimbalzi di Jefferson, top scorer del match e giocatore con la miglior valutazione individuale (32). A pesare sul risultato finale le percentuali dall’arco: 38% di Venezia, solo 24% invece per l’Acqua S.Bernardo, la cui panchina produce 28 punti contro i 46 di quella orogranata.

LA CRONACA

Quintetto che vince non si cambia, così coach Brienza conferma gli stessi cinque titolari di Cantù-Brescia, schierando dall’inizio, ancora una volta, Tyler Stone al posto di Davis. A comporre il resto dello starting five Gaines, Carr, La Torre e Jefferson. Coach De Raffaele, invece, privo di Julyan Stone, sceglie di partire con Haynes in cabina di regia, supportato da Tonut e Bramos sugli esterni. Sotto le plance il duo Mazzola-Watt.

Attacchi un po’ freddi nei primi sessanta secondi. Poi, una bella fiammata di Cantù, guidata dal talento di Jefferson che, in un amen, conduce i suoi in vantaggio di due possessi pieni. 6 a 0 ospite, dopo poco più di due minuti di gioco, caratterizzato da una gran schiacciata del numero 41 biancoverde. La reazione dei locali arriva con Bramos, autore non solo del primo canestro del match ma anche della prima tripla dell’incontro. Primi punti veneziani arrivati dopo quasi 4’ di grande difficoltà offensiva, oltre ad un’ottima difesa messa in campo da coach Brienza. Tuttavia, la risposta della Reyer non tarda ad arrivare, con De Nicolao e Watt autori del sorpasso orogranata. 11 a 8 al 7’ e time out Acqua S.Bernardo, il primo della gara. Alla ripresa del gioco coach De Raffaele decide di affidarsi a Kennedy, ultimo arrivato in casa Umana che – nonostante una forma fisica non ottimale – è subito aggressivo in area nei primi istanti del match. L’ala americana ripaga il suo allenatore realizzando il momentaneo +6, parzialmente custodito poi da Venezia sino al termine del primo quarto. 18-14 al 10’. Per i padroni di casa, nel finale di quarto sono decisivi Biligha e Daye, rispettivamente in difesa (con una poderosa stoppata su Jefferson) e in attacco (con una tripla dall’angolo importante).

La seconda frazione di gioco inizia come era finita la prima, con i padroni di casa solidi in difesa e molto precisi al tiro. Prima Giuri, poi Daye - ancora da tre - portano la Reyer nuovamente sul più sei. 24-18 al 12’. Ma è un botta e risposta continuo, con lo Stone di Cantù autore di cinque punti consecutivi che riportano le due formazioni ad un solo possesso di distanza. 26-23 al 14’. Nei minuti successivi Cantù si avvicina ulteriormente grazie all’ennesimo show offensivo di Jefferson, autore del suo quattordicesimo punto. Due punti di ottima fattura, delicatamente appoggiati nella retina dal centro californiano, che consentono ai canturini di portarsi a due soli punti di distanza dall’Umana. Ma a guastare la festa alla S.Bernardo è il duo Bramos-Tonut che consente alla Reyer di allungare fino al 38 a 30, obbligando coach Brienza a chiamare time out. Alla ripresa del gioco la sostanza non cambia: i padroni di casa non si accontentano e, dall’arco, tornano a colpire con percentuali altissime. A riaddrizzare la gara prima della pausa è Davis, roccioso in difesa e attento in attacco. Anche Blakes protagonista di un paio di guizzi. 41-37 al 20’. All’intervallo lungo, a saltare all’occhio sono le percentuali dall’arco delle due squadre, totalmente differenti: 54% per Venezia (7/13), zero invece per Cantù, ancora a secco di triple nonostante i sette tentativi.

Ma Cantù è brava a non demordere e, al rientro dagli spogliatoi, gli uomini di coach Brienza riescono subito a sbloccarsi dall’arco. Prima “bomba” canturina a firma di Carr che, però, è costretto poco dopo ad uscire dal campo per il suo terzo fallo personale. Ne approfitta Venezia, lanciatissima, grazie ancora una volta ad un acuto di Daye. Tripla di quest’ultimo e +10 Reyer, 50-40 a due minuti e mezzo dall’inizio del secondo tempo. Immediato il time out di Brienza. L’Acqua S.Bernardo prova, dunque, a scuotersi, partendo dalla difesa: Stone “cancella” Biligha con una stoppata, mentre dall’altra parte del campo La Torre colpisce dall’angolo con la tripla del momentaneo meno quattro. 52-48, Cantù ci crede. Ed è proprio dalla difesa che ha inizio la rimonta canturina, con Davis e Carr entrambi “rognosi” in marcatura. In attacco, invece, Jefferson è bravo ad attaccare in continuazione la difesa di casa, caricando di falli gli avversari, oltre che ad accorciare fino al -2. Nel finale, però, un affondo di Kennedy permette ai locali di chiudere avanti di due possessi. 58-54 al 30’.

L’Acqua S.Bernardo affronta il quarto ed ultimo periodo di gioco con Carr in panchina a causa dei quattro falli personali, inducendo Brienza a puntare tutto su Blakes. Quest’ultimo ripaga la fiducia del proprio allenatore, andando a realizzare il canestro del 61 pari, rimettendo Cantù pienamente in partita. Ma pochi istanti dopo, per l’Acqua S.Bernardo arriva una doccia gelata, con Stone costretto a lasciare il campo a causa di un tecnico che porta a quota cinque i suoi falli personali. Ingenuità non da poco dell’ala statunitense che, con ancora sette minuti abbondanti da giocare, si chiama fuori, lasciando il reparto lunghi di Cantù tutto nelle mani di Jefferson e Davis. Dopo oltre mezz’ora di un estenuante rincorsa, per i brianzoli arriva il meritato vantaggio: 61-62. Di Gains, dalla lunetta, il canestro del tanto cercato – quanto sudato - sorpasso. Nonostante gli evidenti problemi di falli, gli ospiti riescono addirittura ad allungare grazie a Jefferson prima e Blakes poi, conducendo 71 a 68 a meno di quattro minuti e mezzo dal termine. Brianzoli sulle ali dell’entusiasmo grazie a Gaines e Blakes, autori del momentaneo +7 canturino. 68-75 a centottanta secondi dalla fine. Nel finale Bramos mette i brividi all’Acqua S.Bernardo realizzando il -2 a dieci secondi dall’ultima sirena, 74-76. Dalla lunetta Gaines ha la possibilità di chiuderla ma il numero zero in maglia biancoverde sbaglia il secondo libero dopo aver segnato il primo. La palla per l’ultimo possesso ce l’ha Venezia che, dal cilindro, tira fuori una magia incredibile. “Bomba” di Daye a un secondo dal termine, 77 pari, delirio al Taliercio. Overtime.

Pronti, via: il supplementari inziano come erano finiti i tempi regolamentari, con De Nicolao autore di una tripla pesante. Tuttavia, Cantù è bravissima a non subire il contraccolpo, allungando con Davis – 2/2 dalla lunetta – e con una “bomba” di Gaines di vitale importanza. Alla festa si iscrive anche Jefferson, autore del 90 a 86 a novanta secondi dalla fine del primo tempo supplementare. Ma il sogno dell’Acqua S.Bernardo di espugnare il Taliercio (ultima vittoria canturina datata dicembre 2015) resta tale. A venti secondi dalla fine esce anche Carr per cinque falli. Venezia, invece, trova tutta la linfa vitale del mondo per chiudere la partita. Finisce 94 a 90 per i padroni di casa dell’Umana Reyer.

UMANA REYER VENEZIA-ACQUA S.BERNARDO CANTÙ 94-90

(18-14, 23-23; 17-17, 19-23; 17-13)

Venezia: Haynes 2, Kennedy 11, Bramos 11, Tonut 14, Daye 16, De Nicolao 14, Vidmar 2, Biligha 1, Giuri 2, Mazzola 3, Cerella, Watt 18. All. De Raffaele

Cantù: Gaines 18, Carr 7, Blakes 18, Baparapè n.e., Parrillo, Davis 10, Tassone, La Torre 3, Olgiati n.e., Pappalardo n.e., T.Stone 8, Jefferson 26. All. Brienza

Arbitri: Sahin, Grigioni e Galasso

 


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