Bologna e la storia infinita del tiro da 4

Siamo a Bologna ed e’ il 31 Maggio del 1998, la città e’ deserta ovunque tranne che nei pressi del palazzetto dove continua una serie interminabile di partite.

Due squadre, la stessa citta’, e’ derby.

La popolazione e’ ormai decimata per le emozioni che ha dovuto subire in questa stagione ma oggi si gioca gara 5 della finale scudetto e il parere del medico non importa a nessuno.

La cronaca parla di una Virtus Kinder campione d’Italia per la 14° volta grazie ad una gara 5 finita 86 a 77  dopo i tempi supplementari la realta’ evidente e’ che quella partita non finira’ mai. Mancano 26” Gregor sbaglia il tiro libero per la Fortitudo la palla passa nelle mani di Abbio che passa a Danilovic e a 18” dalla fine a 120 cm dalla linea dei tre punti si alza per un tiro improbabile. Di fronte a lui Dominique Wilkins che segue l’azione sente l’aria della canotta del giocatore della Kinder con la mano. Qualcuno sente un fischio ma nessuno ci fa caso finche’ quel tiro non entra nella retina. Tutti si girano e guardano Zancanella, assunto per quella partita ad arbitrare che dal pugno alzato apre con le braccia tre dita per ogni mano.

Il canestro e’ buono e quello che ha fatto wilkins non si puo’ fare. La partita e’ di nuovo pari, per qualcuno, e’ ancora piu’ 1 per altri. Indipendentemente da qualsiasi decisione.

Ci saranno magliette, sfotto e quattro dita alzate da una sponda, birre, discussioni e visite programmate dai migliori oculisti per riuscire a vedere come Zancanella dall’altra sponda.

Questa e’ la pallacanestro, questa e’ Basket City, questa e’ Bologna.

Redazione

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